domenica 2 settembre 2018

The lone tree in the woods that killed us all

Le sue radici sono profonde e tortuose come vermi pallidi, scendono nella terra umida dove scavano e s'innervano in vecchie ossa dimenticate e maledette.
Ci parla di vite spezzate e di ciò che manca.

La sua corteccia è come ferro arrugginito addosso ad un cavaliere caduto, grigia e dura e spezzata.
Ci sussurra di corpi consumati e imprese incompiute.

I suoi rami sono lunghi e affusolati come le punte di una corona sul cranio di un vecchio re dimenticato, salgono verso il cielo per trafiggerlo e berne la vita.
Ci urlano di odio e rancore e disprezzo per tutto ciò che è puro, immacolato.

Tutto ciò che l'ascolta, perisce.

Non è rimasto nessuno a ricordare quel che c'era prima. Non il bosco, né gli alberi e nemmeno i suoi abitanti, tutto ciò che ne rimane sono i corpi guastati dei suoi servitori, il ferro rotto di vecchie armi, la linfa prosciugata di mille piante scheletrite.

Egli è l'albero solitario nel bosco, che tutto ha ucciso.


Egli è

.1 Un antico albero sacro, utilizzato dagli abitanti delle terre vicine al bosco come luogo di preghiera e 'reclusione' per tutto ciò che era ritenuto impuro e corrotto. Negli anni i popoli hanno sigillato molteplici 'maledizioni' (oggetti, cadaveri incantesimi etc.) all'interno del grande corpo ligneo dell'albero-sacro, fino a che la corruzione non toccò l'anima di questi tramutandolo in una creatura corrotta e blasfema, l'insieme di tutte quelle maledizioni.

.2 Il risultato di un esperimento mal riuscito da parte di un gruppo di druidi, sacerdoti, maghi etc Questi, nel tentativo di aprire un passaggio per un reame superiore legato ai sogni di ogni essere vivente (un qualche tipo di mondo-sogno come il regno delle fate o forse la somma di tutti i vissuti onirici presenti in qualche luogo ed in qualche tempo ), hanno scatenato la furia di un'entità primordiale senza nome e senza forma -conosciuta unicamente come Sogno. Egli ha mutato il portale, che ora conduce ad un luogo fatto di incubi, e reso vivo l'albero in cui era iscritto. Questi spande l'incubo, folle e corrotto, custodendo il passaggio.

.3 La vecchia casa di un dio silvano, scomparso da secoli. Fu una strega molto potente a renderlo ciò che è oggi. Cercando di ottenere i segreti del vecchio dio che l'abitava, negatigli dall'albero, lo tramutò, attraverso una potente maledizione, in un essere malato, fatto di spine e tristezza.

.4 Un germoglio nato da un amore distorto e dalla rabbia. In un tempo ormai passato un re si diede la morte in un piccolo bosco, trapassò solo e dimenticato, poiché aveva amato l'illusione di una donna ed era caduto nel malvagio tranello di un rivale. Quando colei che lui amava gli chiese di donarle il cuore, egli non poté far altro che toglierselo dal petto in quel luogo, tanto era sotto l'effetto di malefici ed inganni.  Proprio sul cadavere di quel re il caso volle che un fragile seme trovasse la sua linfa, germogliando in un grande e robusto albero. I rivali del sovrano non calcolarono la potenza del sangue e dell'odio di un morto, e quel regno venne cancellato quando l'albero prese coscienza delle proprie radici fatte di ossa e sangue e rancore.

Egli oggi giace stanco nel bosco, raramente si solleva dalla conca dove poggia le membra lignee, il peso della corruzione si è fatto insostenibile -e materiale. Bubboni gravidi di linfe marcescenti lo martoriano e lo appesantiscono, liquami colano attraverso le crepe del suo corpo rendendolo lento e goffo, le sue foglie odorano di decomposizione e morte. Attende l'inevitabile fine, ma senza mai opporsi alla sua natura deviata e ai suoi desideri più profondi.

Ascolta ogni cosa attraverso le sue radici e parlando la lingua del vento, richiama e comanda i suoi servitori, estendedo la sua ombra su ciò che gli è vicino e lontano.


Art of Francesco Saverio Ferrara

Le statistiche

Un albero torreggiante dal profilo contorto. La sua linea è spezzata, ispira ammirazione e tristezza per lo stato in cui versa rispetto a ciò che è stato. Alto più di 6 metri, ha appendici e fronde secche simili a braccia e gambe, rami puntuti che ne adornano il 'capo', spaccature come bocche da cui cola una linfa d'un verde malsano. Emana odore di foglie morte e malattia, quando si sposta gli alberi sembrano abbassarsi e si può udire lo scricchiolare della corteccia morta e grigia...sibila e mormora con le voci dei morti che raccoglie come trofei sui rami, serrati in gabbie o impiccati dalle sue radici.

Ca: 17 hd: 8****+5 (39pf); 65 pf Att: sferzata (+8)1d6+2 x2, Schianto (+8) 2d8+2 oppure Vomito acido (cono di 9 metri) oppure abilità magica Sv: come un guerriero (12°) Mv: 60' (20') Ml: 10 (12, nel suo dominio) Al: Caos Xp: 1750 TT: H

*Un bersaglio colpito da una sferzata deve superare un tiro su paralisi o venire avvolto e stritolato per 1d4 danni extra. Un bersaglio avvolto in questo modo subisce 1d4 danni all'inizio del proprio turno, si può liberare in automatico con un punteggio di forza pari a 12, altrimenti può essere liberato danneggiando le radici, eseguendo una prova etc (tiro di d6, roll under, o vedete voi).

*Spruzzo acido infligge danni pari ai pf della creatura, un tiro salvezza contro breath dimezza l'effetto. Inoltre le armature di metallo, così come gli scudi e le armi vengono intaccati, qualora non si superi il tiro. Le armature e gli scudi intaccati perdono 1 punto di armatura, le armi perdono 1 punto di danno. 

*La creatura è immune al danno delle armi mondane, oltre che all'acido. Il fuoco lo danneggia normalmente. All'inizio dell'incontro rolla 1d4 e somma 1 al risultato, rappresentano il numero di bubboni presenti sul corpo della creatura. Ogni bubbone ha Ca 14, e 5 pf, se colpito esplode in una cascata viscosa ed acida che brucia la carne per 2d6 danni o la metà se si supera un tiro su breath, tuttavia ogni bubbone distrutto infligge 12 danni alla creatura

*La creatura possiede le seguenti abilità magiche che può utilizzare 1/giorno ciascuna.
.Blight (come l'incantesimo)
.Curse (//)
.Continual Darkness (//)
.Servitudo Perpetua:
Richiama 1d4+1 servitori appesi ai suoi rami. Le gabbie di ferro si aprono, le catene si slacciano, le corde di spine si distruggono. Essi tornano per servire colui che li ha uccisi. Rolla 1d6 per determinare il numero di servitori, poi rolla 1d4 per ciascun servitore e aggiungi 1 al totale, il dado ne determina i dadi vita. Poi rolla 1d4 e determina la classe (.1 M-u .2 Fighter .3 Halfling .4 Elf). I servitori sono non-morti.

Il bosco dove vive l'albero

dovrebbe essere un luogo ostile ed inospitale, tanto secco e morto quanto vivo in maniera innaturale e consumata. La vegetazione è marcia ed afflitta da rampicanti e rovi, pozze di linfa verde e malsana punteggiano il sottobosco e tra un albero scheletrito ed uno marcio e gonfio si possono individuare vecchie ossa, voragini, radici che affiorano e segni blasfemi. 

Il bosco dovrebbe essere esplorato come un dungeon. Gli odori parlano di morte e decomposizione, l'assenza di suoni e il riecheggiare dei propri passi rendono l'atmosfera tesa e colma di ansia, la visione dell'afflizione e del marciume innaturale comunicano la presenza di ciò che attende -d'altronde Egli attende davvero.

Attraversare il bosco è complicato, il terreno è infido, i percorsi mai banali. Bisogna tenere a mente la classica scelta tra un percorso veloce ed uno lento, la necessità di riposarsi sovente(5 turni e poi 1 di riposo, o altri metodi), il rischio di fermarsi e dell'indugiare troppo -quando parlavo di esplorarlo come un dungeon mi riferisco soprattutto a questo, si dovrebbe rollare per ogni turno come si fa in un dungeon. Egli ha molti servitori, infidi e terribili. Il bosco è una carcassa in putrefazione al suo servizio.

Non-morti di vario tipo (zombies, scheletri, ombre e spettri) richiamati per servirlo, arbusti corrotti dotati di intelletto che sciamano in bande celate tra i rovi per bloccare i malcapitati, goblin delle selve che lo venerano come un dio ed impiegano i propri dono sovrannaturali per creare trappole ed altari blasfemi, treant minori corrotti dal Suo tocco consumante etc sono tutti buoni spunti per creare una tabella ad hoc, oltreché trappole ricavate dal suolo umido, dai rampicanti, dai rovi e dai marchi (dunque anche magiche).

La selva probabilmente è nata e si è espansa sui ruderi di qualche luogo, sicuramente ha tumuli in cui scendere, lasciati a marcire da chissà quanto tempo assieme ai loro tesori. O forse su rovine di un'antica civiltà a cui Egli apparteneva, ormai consumata e lasciata indietro. Magari contiene un sacrario sigillato votato a divinità perdute. Manufatti magici ed ambigui non dovrebbero mancare in un luogo simile.

In generale poi Egli dovrebbe essere reattivo. Spia ed ascolta attraverso il bosco. Quando un gruppo si muove e lo fa in maniera irruenta Egli dovrebbe rispondere, non spostandosi attraverso il suo dominio, ma rendendolo più pericoloso e letale. Nuove trappole dove prima non ve ne erano, la scomparsa di vecchi percorsi e la comparsa di nuovi, ronde di servitori fanatici etc In generale quando si entra nel suo Bosco, si gioca contro il bosco (-come contro un dungeon).

Una meccanica interessante potrebbe essere quella di introdurre dei veri e propri idoli costruiti dai servitori silvani per il proprio Signore, cioè Lui. Distruggerli o cancellare la corruzione che questi rappresentano indebolisce la sua influenza sul bosco (nei suoi segmenti -per esempio i sub-hexes di un hex), di fatto rendendolo più esplorabile, abitabile e difendibile in un certo senso. Ovviamente considerando poi che Egli non tarderà a rispondere. Oltre a questo poi, gli idoli, una volta cancellati potrebbero privare della magia Lui, ormai vecchio e legato al 'sostentamento' che questi gli donavano, per esempio ogni idolo rimuove una delle sue capacità magiche, oppure lo priva di un attacco o di un dado vita etc

L'albero non è una creatura che può essere affrontata a testa dura, così come il bosco non può essere esplorato in maniera rapida ed incauta. Come un drago nella sua tana Egli è una sfida su più livelli, che può e deve essere affrontata con un pensiero strategico e preparazione (-combattimento come guerra), pena una morte orribile. 


Ne ho scritto più approfonditamente qui (una sorta di guida alla creazione di esagoni tematici, presa alla larga):